La dislessia è definita come una disabilità specifica dell'apprendimento (DSA) di origine neurobiologica, caratterizzata da difficoltà nella lettura accurata e fluente, nello spelling e nella decodifica. Non è una malattia né un deficit cognitivo, ma una condizione permanente che può essere supportata.
Diritto al successo scolastico, assicurando una formazione adeguata e promuovendo lo sviluppo delle potenzialità individuali, attraverso l'utilizzo di misure dispensative, strumenti compensativi e strategie didattiche valide. Diritto di ricevere un Piano Didattico Personalizzato (PDP);
I DSA rientrano nella categoria della disabilità non per richiamare un deficit cognitivo ma per assimilarli a quelle condizioni che rappresentano una incapacità significativa che interferisce con le normali capacità di adattamento e partecipazione di una persona in un certo contesto di vita; in questo caso il contesto ...
È piuttosto da un'alterazione nel funzionamento di alcune aree cerebrali coinvolte nei processi linguistici. Su di un livello tecnico, la dislessia è classificata come un disturbo della decodifica fonologica, ovvero la capacità di associare i grafemi (le lettere scritte) ai fonemi (i suoni corrispondenti).
Con la nuova pubblicazione del DSM 5 sono stati anche indicati i cosiddetti livelli di gravità dei Disturbi Specifici di Apprendimento. Abbiamo dunque 3 diversi livelli di gravità di un DSA.