La frequenza per ripetere gli esami della tiroide (solitamente TSH, FT3, FT4) varia in base alla condizione clinica: ogni 3-6 mesi per chi è in terapia o ha disfunzioni note, mentre in assenza di patologie, un controllo ogni 1-3 anni è generalmente sufficiente. In caso di gravidanza, i controlli sono più frequenti, specialmente nei primi mesi.
La frequenza con cui dovresti effettuare gli esami della tiroide dipende da diversi fattori, tra cui la presenza di sintomi o condizioni preesistenti. In generale, per chi non ha problemi tiroidei noti, è consigliabile sottoporsi a una valutazione completa dei livelli tiroidei almeno una volta all'anno.
L'eccesso di ormoni tiroidei causa infatti un aumento del metabolismo basale che ha come conseguenza un innalzamento della temperatura corporea compensato da una aumentata sudorazione e da una vasodilatazione periferica che provoca il tipico colorito rossastro di questi soggetti.
È indicato ripetere il dosaggio del TSH e dell'FT4 circa 4-8 settimane dopo il primo esame per escludere la possibilità di falsi positivi e di una forma transitoria di ipotiroidismo subclinico.
Quando il corpo ha bisogno di più ormoni tiroidei, la ghiandola pituitaria aumenta la produzione di TSH e lo rilascia nel flusso sanguigno. Il TSH si lega ai recettori TSH sulla superficie delle cellule tiroidee, innescando una serie di eventi che portano alla produzione e al rilascio di più ormoni tiroidei.