La nave che torna a Atene da Creta ha le vele nere nel mito di Teseo perché l'eroe dimenticò (o non ebbe modo) di sostituirle con quelle bianche, come promesso al padre Egeo per segnalare la vittoria sul Minotauro. Le vele nere, simbolo di lutto, avevano inizialmente lo scopo di indicare la sconfitta e il sacrificio dei giovani ateniesi.
Per quale motivo la nave che arriva a Creta ad Atene alle Vele Nere?
Durante il viaggio di ritorno dimenticò di far cambiare da nere in bianche le vele della sua nave come promesso a Egeo, e questi, scorgendo la nave con le vele nere e interpretandolo come il segno del fallimento dell'impresa e della morte del figlio, si gettò nel mare che da lui prese il nome.
Teseo se ne dimenticò (deliberatamente secondo alcune versioni) ed Egeo si gettò in mare quando vide vele nere avvicinarsi ad Atene, nell'errata convinzione che suo figlio fosse stato ucciso, compiendo così la profezia. Di conseguenza, il mare in cui si gettò divenne noto come Mar Egeo.
Il "filo di Arianna" è una metafora per indicare un metodo, un indizio o una guida che aiuta a risolvere un problema complesso, trovare una via d'uscita da una situazione difficile o a orientarsi in un percorso intricato; deriva dal mito greco in cui Arianna diede a Teseo un gomitolo di filo per ritrovare la strada dopo aver ucciso il Minotauro nel labirinto. Oggi si usa per indicare la soluzione a un "bandolo della matassa", un punto chiave logico o fisico, sia materiale che mentale, che mantiene la coerenza in un discorso o in un progetto complesso.
Il labirinto di Cnosso è un leggendario labirinto che secondo la mitologia greca fu fatto costruire dal re Minosse sull'isola di Creta per rinchiudervi il mostruoso Minotauro, nato dall'unione della moglie del re, Pasifae, con un toro.