Perché ci sono gli obiettori di coscienza?

Domanda di: Cira Valentini  |  Ultimo aggiornamento: 28 aprile 2026
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Gli obiettori di coscienza esistono per tutelare la libertà di opinione e i valori etici, morali o religiosi individuali, permettendo di rifiutare doveri legali — come il servizio militare o specifici atti sanitari — contrari alla propria coscienza. In Italia, tale diritto garantisce la possibilità di sostituire l'obbligo militare con il servizio civile o di astenersi dall'interruzione volontaria di gravidanza.

Perché esistono gli obiettori di coscienza?

L'obiezione attua il principio della libertà di coscienza e garantisce una libertà di opinione coerente con le azioni, laddove gli obblighi della legge incidono su radicate convinzioni della persona.

Cosa comporta essere obiettore di coscienza?

La parola "obiezione" deriva dal latino "obicere", che significa contrapposizione, rifiuto; l'obiezione di coscienza è infatti il rifiuto di obbedienza ad una legge o ad un comando dell'autorità perché considerato in contrasto con i principi e le convinzioni personali radicati nella propria coscienza.

Quanti obiettori di coscienza ci sono in Italia?

Le percentuali di obiettori di coscienza sono, stando al 2012, del 69,6% fra i ginecologi, del 47,5% per gli anestetisti e del 45% per il personale non medico, con un'ampia variazione regionale, in particolare al Sud, dove le percentuali possono anche arrivare al 90%.

Chi sono i medici obiettori di coscienza in Italia?

In Italia l'obiezione di coscienza sull'interruzione volontaria di gravidanza è regolata dall'articolo 9 della legge 194 del 1978, che ha legalizzato l'aborto, e consente ai medici e al personale sanitario di astenersi da tale pratica per motivazioni personali.

#Aborto e obiezione di coscienza. Il caso San Camillo