Domanda di: Pietro Vitale | Ultimo aggiornamento: 22 novembre 2023 Valutazione: 4.4/5
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Da parte sua Terenzia affermò che Cicerone volle divorziare da lei perché lui sessantenne era intenzionato a sposare una giovane ventenne, avvenente e ricca, Publilia, di cui era tutore: come effettivamente fece nel 46.
Da poco rientrato a Roma, all'inizio del 46 a.C. divorziò dalla moglie Terenzia dopo 30 anni di matrimonio, accusandola di aver dilapidato gran parte del patrimonio familiare in discutibili investimenti. Quindi contrasse matrimonio con Publilia, una giovane di origini patrizie che finì però per ripudiare sei mesi dopo.
Clodio fece pagare a Cicerone la copa di aver condotto processi sommari contro i catilinari. Nel 58 Clodio lo fece condannare perché aveva mandato a morte dei cittadini romani senza l'iter dell'assenso popolare. La pena consistette in sedici mesi di esilio in Grecia.
E fu ucciso mentre sporgeva il collo dalla lettiga, quando quello che trascorreva era il suo sessantaquattresimo anno. E, per ordine di Antonio, tagliarono la sua testa e le sue mani, con le quali aveva scritto le Filippiche.
Dopo la morte di Cesare (44 a.C.), si schierò con Bruto e osteggiò Marco Antonio. Ciò gli provocò il risentimento di Antonio che, dopo la costituzione del secondo triumvirato con Ottaviano e con Lepido, lo fece uccidere da alcuni sicari, nel 43 a.C., presso la sua villa di Formia.