Una prima differenza riguarda il rendimento finanziario. Il TFR infatti, se lasciato in azienda, viene rivalutato al tasso dell'1,5% + 75% del tasso di inflazione al dicembre dell'anno precedente, dunque in misura “prestabilita”.
Chi ha scelto di lasciare il TFR in azienda, può in qualsiasi momento cambiare idea e iscriversi a un fondo pensione. A quest'ultimo verrà versato il TFR maturato dal momento della scelta in poi, mentre per il TFR accantonato fino a quel momento occorre fare dei distinguo.
Quanto rende il TFR. Il rendimento del TFR in: Azienda è pari al tasso costituito dall' 1,5% fisso + il 75% dell'inflazione annua. Fondo Pensione Per chi ha aderito ai fondi pensione, invece, si rivaluta in base ai risultati della gestione finanziaria in cui si è scelto di investire i propri versamenti.
Entro 6 mesi dalla prima assunzione, il lavoratore del settore privato deve decidere cosa fare del proprio TFR. Può destinarlo in via definitiva a una forma pensionistica complementare (compilando il modello TFR2), aderendovi, oppure, lasciarlo presso l'azienda, non aderendo ad alcuna forma di previdenza complementare.
Quali vantaggi matura l'azienda che versa il Tfr in un fondo pensione?
Tre vantaggi riguardano, nello specifico:
una tassazione agevolata per rendimenti e pensione integrativa rispetto a quella riservata al TFR lasciato in azienda;
la possibilità di scegliere tra linee di investimento differenti, con relativa modulazione del rapporto rischio/rendimento anche in funzione della propria età;