Perché eia eia alalà?

Domanda di: Folco Valentini  |  Ultimo aggiornamento: 7 giugno 2026
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"Eia! Eia! Alalà!" è un grido di esultanza e incitamento ideato da Gabriele D'Annunzio nel 1918 come alternativa "italianizzata" al britannico "hip, hip, urrà", originato dagli aviatori del Campo di San Pelagio. Derivato da radici classiche greche e romane, fu poi adottato dal Fascismo come motto di battaglia.

Perché eja eja alalà?

Alalà!") , quale grido di esultanza degli aviatori italiani che parteciparono all'incursione aerea su Pola del 9 agosto 1917, durante la Prima guerra mondiale. Se "Alalà!" era l'urlo di guerra greco, "Eia!" era il grido con cui, secondo una tradizione, Alessandro Magno era solito incitare il suo cavallo Bucefalo.

Chi ha inventato il motto "Eia eia eia alala"?

Che significa (e chi ha inventato) il motto “Eja Eja, Alalà”? L'espressione Eja Eja, Alalà, a metà tra il grido di battaglia e l'urlo di giubilo, viene attribuita a Gabriele d'Annunzio. Invece deriva dai Romani e dai Greci.

Qual è il significato di "eja" in napoletano?

“Eja” o “eia” vuol dire “sì”. Una parola propria del sardo campidanese come si può desumere dal fatto che in logudorese, nuorese e sassarese si dice “Emmu o emmo”, che deriva dal latino “Immo”.

Perché i sardi dicono ajò?

L'espressione è d'uso comune nell'italiano regionale della Sardegna dove, al pari di eja ("sì" in italiano), è considerata un'espressione sarda fortemente caratterizzante e viene utilizzata sovente come intercalare caricaturale o in attività di vario genere.

Eia Eia Alala ! - proto-fascist song