«Si è visto che la dose giusta di amido resistente è di 40 g al giorno, ma bisogna fare attenzione se si soffre di problemi intestinali perché questi cibi fermentano facendo aumentare i gas e creando fastidi specie all'inizio, quando l'intestino deve adattarsi» spiega il nutrizionista.
L'amido fa male? L'amido non fa male, anzi una sua corretta assunzione è correlata ad una buona sensibilità insulinica. Il problema avviene se si assumono troppi alimenti amidacei in un contesto di eccesso calorico.
In ambito alimentare viene utilizzato molto come addensante. Noi lo assumiamo sotto forma di carboidrato ogni volta che mangiamo pasta o cereali, ma non solo, come vedremo tra poco. Lo troviamo anche come eccipiente nei medicinali, mentre in altri settori trova spazio per la produzione di cartoni e carta.
nell'intestino tenue, dopo aver transitato nello stomaco. Più l'amido è “digeribile” (cioè aggredibile dall'enzima dall'alfa amilasi) più velocemente il glucosio arriva nell'intestino e di conseguenza nel sangue, determinando un innalzamento della glicemia (indice glicemico).
“Sciacquandola sotto l'acqua corrente, infatti, si elimina l'amido dalla superficie. La pasta non si incolla e si raffredda rapidamente, così si può procedere subito con la preparazione”. Se invece si vuole servire la pasta con una salsa calda, è meglio evitare di passarla sotto l'acqua fredda a fine cottura.