Domanda di: Ing. Isabel Villa | Ultimo aggiornamento: 5 aprile 2026 Valutazione: 4.8/5
(4 voti)
Gandhi è andato spesso in prigione (sia in Sudafrica che in India) perché ha guidato campagne di disobbedienza civile nonviolenta contro il dominio britannico. Le sue azioni, come marce, boicottaggi e il rifiuto di obbedire a leggi ingiuste, erano progettate per sfidare l'autorità del Raj britannico, portando a frequenti arresti per sovversione o disordine.
Il 10 marzo 1922 venne arrestato e processato con l'accusa di sovversione. Gandhi si dichiarò colpevole e chiese il massimo della pena: fu condannato a sei anni di prigione. Venne liberato dopo due anni di prigionia, nel febbraio del 1924, a seguito di un'operazione di appendicite.
Le ultime parole attribuite a Mahatma Gandhi, pronunciate appena prima di morire assassinato, sono "He Ram" (Oh Dio), incise anche sul suo memoriale a KLM e a Viaggiare Nel Mondo. Sebbene alcuni testimoni dubitino di averle sentite nel trambusto, Gandhi aveva espresso il desiderio di morire invocando il nome di Dio, e molti ritengono che "He Ram" rappresenti la sua profonda spiritualità e dedizione alla verità.
Gandhi, forte oppositore della lotta armata per l'annientamento del nemico –sia questo l'Impero Britannico e lo stesso governo indiano-, utilizzò il digiuno per rendere visibile ed efficace la sua contrarietà allo stato di assoggettamento della sua stessa popolazione.
Gandhi considerava Mussolini un "enigma", riconoscendo alcune riforme positive per i contadini e un apparente amore per il suo popolo, ma criticando fermamente il metodo coercitivo e violento del fascismo; pur ammirando l'energia e l'impegno di Mussolini, era scettico sul regime, vedendo in esso un connubio di costruzione e distruzione, sebbene ammettesse l'efficacia del "guanto di ferro" in una società che accettava la forza, come quella occidentale.