Perché gli ebrei coprono gli specchi quando muore qualcuno?

Domanda di: Edvige Mancini  |  Ultimo aggiornamento: 22 maggio 2026
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Coprire gli specchi nel lutto ebraico (specialmente durante la shiva, i sette giorni di lutto) è un'usanza antica volta a rispettare il defunto, evitando vanità e distrazioni in un momento di profonda tristezza. Il gesto simboleggia l'abbandono dell'apparenza e il distacco dal mondo fisico per concentrarsi sul dolore e sul ricordo, senza guardare la propria immagine trasandata. www.ofisa.it +3

Perché durante il lutto si coprivano gli specchi?

Nelle credenze popolari, gli specchi, duplicando la realtà, sarebbero in grado di imprigionare l'anima nell'immagine riflessa. Di qui l'usanza, oggi non molto diffusa, di coprire gli specchi alla morte di qualcuno per permettergli di raggiungere l'aldilà.

Perché gli ebrei coprono gli specchi?

Proprio per questo si utilizza il sovev e gli specchi si coprono perché le persone in lutto non si guardino allo specchio in un momento di tristezza e trasandatezza, non c'entra il morto.

Cosa fanno gli ebrei quando muore qualcuno?

LA CERIMONIA FUNEBRE NEL FUNERALE EBRAICO

Il rabbino legge un memoriale in ricordo del defunto e si recita il Kaddish, la tradizionale preghiera che esprime l'accettazione per il volere di Dio. Terminato la cerimonia, i parenti più stretti trasportano la bara nella fossa, gettando manciate di terra su di essa.

Perché il defunto deve stare solo dopo la mezzanotte?

La tradizione impone però una regola ben precisa: il defunto deve essere lasciato da solo dopo la mezzanotte. È in questo momento infatti che il suo spirito lascia il corpo, ma per farlo non deve avere accanto a sé alcun vivente.

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