Domanda di: Sig. Terzo Coppola | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.7/5
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In natura, gli uccelli vocalizzano per comunicare tra loro, per esprimere emozioni, per avvisare di un pericolo o per attirare l'attenzione. In cattività, invece, le vocalizzazioni vengono utilizzate per accogliere il proprietario, per attirare la sua attenzione o per esprimere paura, dolore, fame, ansia.
Molti animali producono invece lacrime per questioni fisiologiche. Le lacrime infatti servono a tenere umidi gli occhi, mantengono l'equilibrio osmotico del bulbo oculare, rimuovono le impurità dalla cornea e contengono sostanze antibatteriche che allontanano il rischio di infezioni.
Gli uccelli sono soliti comunicare molto anche fra di loro. Quando sono in stormi o quando trasmettere la notizia di una buona fonte di cibo agli altri utilizzano richiami specifici, cinguettii moderatamente forti, simili a ronzii diversi e meno penetranti di quelli di allarme di cui abbiamo detto poco prima.
I cavalli, per esempio, lacrimano per mantenere gli occhi umidi e per rimuovere le impurità dall'occhio. Una sorta di pulizia di primavera per gli occhi! I cani, invece, piangono (emettendo anche suoni strazianti) quando sono in pericolo o si sentono in prigione e i vitelli lo fanno quando vengono separati dalla mamma.
Attraverso le lacrime l'essere umano esprime emozioni e sentimenti. Si piange per un dolore fisico o per una sofferenza emotiva, per la perdita di una persona cara. Ci sono lacrime di tristezza, di dispiacere, ma anche di rabbia, di frustrazione, addirittura di gioia! E ci sono lacrime trattenute, mai versate.