Domanda di: Ing. Brigitta Barone | Ultimo aggiornamento: 26 febbraio 2026 Valutazione: 4.3/5
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Il termine "piedipiatti", talvolta usato in modo goliardico o dispregiativo anche verso i Carabinieri, deriva dal gergo poliziesco americano flatfoot. Il soprannome nasce dall'idea che i poliziotti, passando ore in piedi o camminando durante il pattugliamento, finissero per sviluppare una volta plantare appiattita (piedi piatti).
Il piede piatto è una conformazione del piede caratterizzata dall'appiattimento della volta plantare (la parte della superficie plantare del piede che, in situazioni fisiologiche, non tocca il terreno quando si è in posizione eretta) e dalla valgo-pronazione del calcagno.
Per piede piatto, di fatto si intende un abbassamento della volta plantare di entità variabile sino al suo completo appiattimento, spesso associato a valgismo del retro piede (calcagno). Questo atteggiamento (pronazione) può essere di gravità variabile e comportare diverse problematiche.
Il piede piatto è una condizione del piede che si caratterizza per l'appiattimento della volta plantare, ossia quella parte che, naturalmente, non tocca il terreno, e dalla valgo-pronazione del calcagno.
Chi ha il piede piatto non operato può anche essere giudicato idoneo, se non ha sintomi o limitazioni. Ma se c'è stato un intervento chirurgico con vite in titanio, per le Forze Speciali diventa un criterio di esclusione, per ragioni di prestazioni estreme e rischi futuri.