Dopo la prima guerra mondiale e l'impresa dannunziana di Fiume molti dei territori istriani e dalmati
dalmati
I dalmati italiani sono gli abitanti italiani autoctoni della Dalmazia, una regione storico-geografica adriatica che dagli anni novanta è compresa nei confini di Croazia, Bosnia-Erzegovina e Montenegro.
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Ampie parti del territorio jugoslavo vengono annesse dalle confinanti nazioni dell'Asse: la Dalmazia, dal 1941 al 1943, diviene un "Governatorato" italiano (con l'ampliamento della Provincia di Zara e la formazione di quella di Spalato).
La lingua ufficiale è il croato, ma è frequente trovare persone che parlano la nostra lingua; in Istria essa è spesso confusa con l'idioma veneto, tanto che il dialetto veneto locale è detto "tajan" (i.e. italiano).
Le destinazioni preferite dagli italiani sono l'isola di Pago (Pag), e la spiaggia di Zrće, a Novalja, la famosa Ibiza croata, che viene presa d'assalto soprattutto dai giovani, seguita da due destinazioni istriane: Medolino e Rovigno.
A cavallo tra il XVIII e il XIX secolo, Fiume fu controllata dai francesi, per poi tornare di nuovo all'Impero Austriaco con la Conferenza di Vienna. In seguito alle rivoluzioni del 1848, la città venne data in amministrazione alla Banovina della Croazia e il bano Josip Jelačić fu nominato governatore di Fiume.