Per esempio, quando una barca a vela procede nella stessa direzione del vento, cioè con andature "portanti", la resistenza rappresenta la forza fondamentale all'avanzamento. Quando la barca cerca di risalire il vento invece, la portanza la fa avanzare e sbandare (inclinare) mentre la resistenza la rallenta.
All'aumentare dell'aria la barca si muove e si sposta lateralmente per effetto della forza aerodinamica. Lo spostamento dello scafo immerso nell'acqua genera a sua volta una forza idrodinamica. La risultante tra queste due forze è una nuova forza, detta di avanzamento, diretta a prua della barca.
Perché a bordo di queste imbarcazioni c'erano le due ruote? Non certo per dare più spazio in pozzetto, ma semplicemente per offrire al timoniere la possibilità di controllare meglio le vele di prua, soprattutto in condizioni di vento forte dove era costretto a timonare sopravento.
Come fanno le barche a vela ad andare contro vento?
La bolina è la tipica andatura “controvento” delle barche a vela. Questa andatura permette all'imbarcazione di risalire il vento sfruttando le forze aerodinamiche che si generano sulle vele.
Una barca naviga di bolina quando risale il vento, con un angolo dai 45° ai 60° circa rispetto al vento, naviga al traverso quando si posiziona a 90° dal vento.