La Befana è simbolo di luce perché, legata all'Epifania il 6 gennaio, segna la fine delle festività natalizie e l'allungamento delle giornate dopo il solstizio d'inverno, rappresentando il ritorno della luce solare, la purificazione dell'anno passato tramite il fuoco (falò) e la speranza nel nuovo ciclo vitale.
Ma il Vangelo di Giovanni non presenta solo il contrasto tra due elementi: la luce e le tenebre. Infatti, definisce quella di Gesù come “la luce vera”, caratterizzata perché illumina il cuore dell'uomo e perché si rivolge ad ogni uomo.
La vera storia della Befana unisce leggende pagane legate alla rinascita primaverile e riti propiziatori antichi a una versione cristiana, dove una vecchietta, dopo aver rifiutato di seguire i Re Magi a Betlemme, si pentì e iniziò a cercare Gesù, portando doni a ogni bambino che incontrava nella notte tra il 5 e il 6 gennaio, nella speranza di trovare il Bambino divino, distribuendo dolci per i buoni e carbone per i monelli. Il nome "Befana" deriva proprio da "Epifania", la manifestazione di Gesù.
Dove c'è la luce, nasce la vita, il caos può trasformarsi in cosmo. Nel messaggio biblico, la luce è l'immagine più immediata di Dio: Egli è interamente Luminosità, Vita, Verità, Luce. Nella Veglia Pasquale, la Chiesa legge il racconto della creazione come profezia.
La l. come simbolo mistico è intesa per lo più come un'apparizione o un'espressione di una realtà sconosciuta, inesprimibile, che manifesta l'incongruità del simbolo rispetto alla cosa significata. La l.