Domanda di: Dott. Alan Bernardi | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.8/5
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Molti sostengono che apparire sia probabilmente in fondo l'emblema di uno status derivante da molta solitudine, profonda insicurezza e mancanza di fiducia verso se stessi. Dal momento che manca la certezza del proprio valore, inizia la ricerca di notorietà e di consenso. La parola chiave diventa “condividere”.
Questa ricerca ci dice che più che una distorsione, questa impellenza non è altro che un bisogno di approvazione sociale. L'affanno di apparire sui social network sembra quindi essere stimolato da un correlato bisogno di approvazione sociale, dal sentirsi accettati e spalleggiati dagli altri.
La sfera non verbale incide per oltre il 50 per cento su ciò che l'interlocutore ricorderà di noi. Includendo anche il tono della voce, si arriva al 90 per cento. Fare una prima buona impressione (primi 60 secondi della conoscenza), è molto importante.
L'iperconnessione sui social network ha un nome, si chiama FOMO ed è un disturbo che spesso deriva da problemi sociali. Ogni giorno vengono condivisi sui social network, da migliaia di utenti in tutto il mondo, foto, video, pensieri sotto forma di post Facebook, Tweet o Story su Instagram.
Essere è l'identità della persona, la sua intima natura, ciò che si è; apparire è il mettersi in vista, avere l'apparenza, sembrare ma anche mostrarsi.