Perché la polizia scientifica rileva le impronte digitali?

Domanda di: Tazio Messina  |  Ultimo aggiornamento: 27 novembre 2023
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La dattiloscopia fu utilizzata inizialmente come tecnica di segnalazione personale e solo in seguito per identificare gli autori dei reati. Le impronte rilevate sulla scena del crimine (evidenti, su calco o latenti) sono comunque reperti e quindi sono innanzitutto oggetto di sequestro.

Quando la polizia usa le impronte digitali?

Dunque, tutte le volte che è avvenuto un delitto grave, come ad esempio un omicidio, una lesione personale seria o una rapina, la polizia scientifica potrà procedere al rilevamento delle impronte digitali sulle superficie ove è possibile rinvenirle (molto spesso, sul corpo del reato, tipo l'impugnatura di un coltello o ...

Quando si rilevano impronte digitali?

Per ogni cittadino con almeno 12 anni di età è obbligatoria la rilevazione delle impronte digitali.

Chi può rilevare le impronte digitali?

Generalmente, il rilevamento delle impronte è un'operazione comunemente effettuata nel corso di indagini di polizia.

Come vengono utilizzate le impronte digitali nelle indagini?

La persona appoggia il dito sulla superficie di un lettore ottico e lo tiene fermo per alcuni secondi. Sarà poi il lettore a convertire le informazioni ricevute in un modello di dati digitali. Le impronte lasciate su una scena del crimine possono essere visibili, create quindi dal sangue o dallo sporco, oppure latenti.

Lorenzo Rinaldi, del Servizio polizia scientifica, parla delle impronte digitali