Domanda di: Ing. Assia Sanna | Ultimo aggiornamento: 18 novembre 2023 Valutazione: 4.3/5
(22 voti)
L'alcol e i suoi sottoprodotti tossici sono in grado di mandare in tilt anche l'equilibrio ormonale che regola la pressione sanguigna e la produzione di globuli rossi. Inoltre l'effetto diuretico dell'alcol porta ad urinare di più e più spesso alterando l'equilibrio di sostanze come sodio, potassio, calcio e fosfati.
Altri sintomi che possono associarsi al dolore ai reni dopo l'assunzione di alcol sono: vomito, nausea, minzione dolorosa, sangue nelle urine, perdita di appetito, problemi di sonno, mal di testa, stanchezza, febbre e brividi.
In linea di principio, in caso di Malattia Renale Cronica, vanno preferite le acque con basso residuo di minerali e in qualche caso acque iposodiche. Tuttavia sarà solo lo specialista Nefrologo a indicare che tipo di acqua sia la più adatta alle singole esigenze del paziente.
Al contrario di quanto si ritiene comunemente, l'alcol non è un nutriente e il suo consumo non è utile all'organismo o alle sue funzioni. Causa invece danni diretti alle cellule di molti organi, soprattutto fegato e sistema nervoso centrale, e in particolare alle cellule del cervello.
La birra stimola la produzione di colesterolo buono (HDL) contrastando quello cattivo (LDL), questa proprietà mette al riparo dalla formazione di trombi. La birra stimola la diuresi e secondo una ricerca del Clinical Journal of Medical Society, riduce di quasi il 40% il rischio di formazione di calcoli renali.