Domanda di: Dr. Liborio Riva | Ultimo aggiornamento: 11 giugno 2026 Valutazione: 4.6/5
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Le donne ucraine in Italia, che costituiscono circa il 77-80% della comunità ucraina nel Paese, arrivano principalmente per motivi di lavoro, in particolare nel settore dell'assistenza familiare e domestica (badanti), e in tempi recenti per sfuggire alla guerra. Questa migrazione, iniziata massicciamente dagli anni '90, è favorita da reti familiari preesistenti, dalla domanda di welfare e dalla protezione temporanea europea.
L'80% degli ucraini in Italia sono donne, molte di loro sono impiegate nelle professioni della cura domestica (welfare transnazionale), ma ci sono anche numerosi ucraini in ogni altro settore di attività professionali, in particolare in commercio estero, trasporti, turismo.
Le difficoltà che le assistenti familiari percepiscono maggiormente sono di tipo relazionale, sia con i familiari degli anziani seguiti che, secondo loro, si intromettono troppo nella gestione della casa, sia con gli anziani stessi che, talvolta, presentano un carattere scontroso e aggressivo.
Che cosa caratterizza la femminilizzazione delle migrazioni?
Questo aumento, noto come "femminilizzazione della migrazione", non solo riflette una crescita numerica, ma anche un cambiamento qualitativo nel ruolo delle donne nei processi migratori, dove esse non sono più semplicemente accompagnatrici dei mariti ma protagoniste autonome.
1) I cittadini ucraini provvisti di passaporto biometrico possono viaggiare verso l'Italia senza necessità di un visto fino a un massimo di 90 giorni ogni 180.