L'idealismo di Friedrich Schelling è definito "estetico" perché eleva l'arte a organo supremo della filosofia e strumento principale per comprendere l'Assoluto. Secondo Schelling, l'arte è il luogo in cui si armonizzano la natura (inconscio) e lo spirito (conscio), rappresentando l'unità reale di soggetto e oggetto.
La filosofia di Schelling viene detta "idealismo estetico" per la sua esistenza pratica nell'arte e teorica nella filosofia. Secondo Schelling tutto è assoluto e c'è la suddivisione infatti in "fase conscia" e "fase inconscia" che sono rispettivamente "io" e "non io" oppure "spirito" e "natura".
Filosofia. Dapprima disciplina riguardante la conoscenza sensibile o la percezione, dalla metà del 18° sec. il suo significato prevalente è di disciplina riguardante il bello (naturale e in particolare artistico), la produzione e i prodotti dell'arte, il giudizio di gusto su di essi.
Che cos'è l'idealismo trascendentale di Schelling?
L'idealismo trascendentale schellinghiano vuole proporsi quale “ideal-realismo”, articolandosi in una filosofia teoretica e in una filosofia pratica, ma compiendosi sinteticamente soltanto nella filosofia dell'arte. Alla quale riesce di ricomporre quanto la storia non unifica: il sapere, l'agire e il fare.
L'ambito di Estetica si occupa delle competenze che intrecciano la riflessione filosofica sulle strutture dell'esperienza umana (in particolare la questione della sensibilità) e le pratiche espressive e del gusto, i saperi delle differenti tradizioni artistiche e le loro riformulazioni epistemiche.