Domanda di: Priamo Marini | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.1/5
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Insomma, il plurale è figlio di una consuetudine secolare (la prima attestazione di mutande in italiano risale al 14° secolo) di "vedere e pensare" l'indumento come fosse un paio di calzoni "intimi", costituito quindi di due elementi distinti che si riuniscono sopra le gambe.
L'uso del plurale per indicare questo termine è probabilmente figlio di una consuetudine secolare di pensare l'indumento come una sorta di “calzoni intimi” costituito da due elementi distinti (uno per gamba) che si riuniscono sopra le gambe. Anche per i pantaloni si parla infatti più spesso al plurale che al singolare.
Come altre parole che indicano un oggetto fatto di due parti distinguibili (forbici, pantaloni), anche mutanda viene usato di solito nella forma plurale mutande con il significato del singolare; l'uso del singolare mutanda è quasi soltanto familiare e un po' scherzoso (si è comprata la mutanda con il pizzo), mentre per ...
A proposito: il termine slip (dall'inglese to slip, far scivolare, infilarsi) appare per la prima volta nel 1906, per indicare mutande corte e aderenti (cioè che non si allungano sulle cosce) adatte soprattutto agli sportivi.
[capo di biancheria intima che copre la parte del corpo che va dalla vita o dai fianchi all'inguine o alle cosce] ≈ (non com.) brache, (pop., region.) mutanda. ⇓ boxer, culotte, mutandine, mutandoni, perizoma, slip, tanga.