Domanda di: Pablo Montanari | Ultimo aggiornamento: 17 marzo 2023 Valutazione: 4.1/5
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Il grande utilizzo di “salve” si deve al suo carattere generico e viene usato in quelle occasioni in cui la formalità non è così evidente, ma attenzione: è pur sempre un modo sbrigativo per salutare, e il Galateo lo sconsiglia nel parlato e con maggior forza nello scritto.
Salve infatti significa questo: stai bene, stai in salute. Era il saluto più comune insieme ad Ave. Questa parola deriva dal verbo salvēre, che vuol dire appunto "essere in buona salute". Da espressione augurale, come salute a te, si è trasformata nel tempo in un saluto.
Nella sfera “formale”, esistono vari saluti. Meglio sempre il classico “buongiorno” e “buonasera”. “Salve!” lasciamolo ai latini. E' colloquiale (una via di mezzo fra formale e informale) e “non si dice”.
La formula più corretta di saluto formale è sempre “Buongiorno” o “Buonasera”, dando del lei fino a che la persona più importante propone di passare al tu.
Dunque i giovani, in special modo tra 14 e 19 anni, vedono in salve una forma che segnala rispetto, formalità e si abbina all'uso del Lei e non al confidenziale e simmetrico tu. Solo dopo i 20 anni tendono a conformarsi alla preferenza degli adulti per buongiorno, buonasera nelle stesse condizioni comunicative.