Domanda di: Dr. Helga Grassi | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.6/5
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Aiuta a tenere traccia delle proprie spese: il contante consente di tenere sotto controllo i livelli di spesa, evitando così di andare oltre le proprie disponibilità. È veloce: le banconote e le monete regolano un pagamento all'istante.
una sanzione amministrativa da 1.000 a 15.000 euro, a seconda della violazione commessa; non poter dimostrare di avere rispettato una scadenza di pagamento, poiché non ci sono delle prove tracciabili del versamento in contanti; non poter detrarre la spesa dalle tasse laddove previsto dalla legge.
Il vantaggio più ovvio per la collettività sarebbe una riduzione dell'evasione fiscale: secondo stime dell'Osservatorio di qualche anno fa il 33 percento dell'incassato in contanti non viene dichiarato, percentuale che scende al 12 percento quando si incassa invece in elettronico.
Riduzione del limite del pagamento in contanti da 3.000 a 2.000 euro a luglio del 2020 e a 1.000 euro con decorrenza 1 gennaio 2022 (tornato a 2.000 euro a marzo 2022 e poi aumentato a 5.000 euro con decorrenza 1° gennaio 2023).
La legge di Bilancio del 2023 porta il limite del contante da 2.000 a 4.999,99 euro di fatto più che raddoppiandolo. In teoria dal 2023 dove va scendere a mille euro come già definito dai precedenti governi.