Domanda di: Terzo Ferretti | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.9/5
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Platone scrive per vari motivi, ma il più importante è per far conoscere l'autentico pensiero socratico che era stato male interpretato dai contemporanei dello stesso.
Platone, infatti, non si limita a criticare la scrittura, ma critica, in generale, l'eccessiva fiducia nel linguaggio. In ultima analisi la critica platonica alla scrittura costituisce un “caso particolare” della più generale critica socratica a chi crede di sapere, ma non sa.
Perchè Platone ha deciso di scrivere ma anche di non scrivere? Nel suo intento di fare filosofia e di stimolare al pensare e non all'imparare, il non scritto si prestava brillantemente a questo: ciò che rimane scritto può essere imparato e si ripete uguale a se stesso. Ciò che non è scritto stimola al pensare.
Platone si ricollega alla teoria della metempsicosi: egli sostiene che l'anima, prima di incarnarsi in un corpo, ha raggiunto l'iperuranio per contemplare le idee e vedere i modelli ideali delle cose, dimenticandoli però al momento dell'incarnazione.
Come il re di Tebe, Socrate afferma che la scrittura non ha, in sé, una funzione conoscitiva: essa è utile nella misura in cui aiuta chi già sa a ricordare [275c]. "Perché vedi, Fedro, la scrittura (graphè) ha una strana qualità, simile veramente a quella della pittura (zographìa).