Perché secondo Beccaria la pena di morte è ingiusta?
Domanda di: Dr. Kociss Lombardi | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 5/5
(74 voti)
Beccaria sostenne l'inutilità della pena di morte in quanto non era abbastanza efficace per scoraggiare le persone da compiere delitti. Lo scopo di una pena infatti era quello di evitare i reati; in quanto la punizione sarebbe servita da esempio.
La pena di morte viola il diritto alla vita, è irrevocabile e può essere inflitta a innocenti. Non ha effetto deterrente e il suo uso sproporzionato contro poveri ed emarginati è sinonimo di discriminazione e repressione. Oggi, più di due terzi dei paesi al mondo ha abolito la pena capitale per legge o nella pratica.
La pena di morte, secondo Beccaria, sarebbe un'inutile e fuorviante tortura e potrebbe essere destinata ad innocenti. Uno stato che vuole essere giusto non ha diritto a punire utilizzando strumenti simili, ma deve essere risarcito proponendo punizioni socialmente utili e tese al recupero, non alla repressione.
Deve esserci inoltre, secondo Beccaria, una giusta proporzione fra i delitti e le pene, ovvero le pene devono essere proporzionate alla misura del danno che i delitti arrecano alla società. Tanto più un'azione è lesiva, tanto più la pena corrispondente sarà pesante.
Quali sono gli argomenti di Cesare Beccaria contro la pena di morte?
Nei passi che proponiamo Beccaria prima dimostra che la pena di morte non può mai essere considerata giusta, perché nessuno, sottoscrivendo il contratto con cui si è costituita la società, può avere ceduto il diritto alla vita (di cui peraltro neppure potrebbe disporre, essendo un diritto inalienabile, come aveva ...