Perché si chiama Foro?

Domanda di: Dott. Rudy Montanari  |  Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023
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Infine, sai perché si chiama foro? Perché inizialmente prima che Roma fosse fondata, vi era una valle paludosa dove si incontravano i mercanti per scambiarsi le merci e frequentata da pecore e pastori, così nacque il nome Foro che vuol dire “fuori dai recinti”.

Che cosa erano i fori?

foro Presso gli antichi Romani, lo spazio intorno alla casa e alla tomba; più tardi, il centro religioso, commerciale, amministrativo, culturale della città ( foro urbano). Nei centri abitati di maggiore importanza, oltre che piazza del mercato, era soprattutto il centro della vita degli affari.

Cosa si faceva nel Foro?

Caratteristiche. Il foro era il cuore dell'attività politica, amministrativa ed economica romana (come l'agorà lo era per i Greci). Era una piazza rettangolare, sul cui perimetro si ergevano dei portici. Intorno al foro si trovava la basilica, un'aula colonnata che ospitava il tribunale e la "borsa" romani.

Chi ha creato i fori romani?

Secondo la tradizione romana la decisione della sua edificazione si deve a Numa Pompilio. Nell'età repubblicana proseguirono le edificazioni all'interno dell'area del Foro Romano. Il tempio di Saturno, costruito nei primi anni dell'età repubblicana (subì numerosi restauri fino al tardo IV sec.)

Chi ha costruito il Foro?

Fu il più antico luogo di riunione del Senato romano, costruito nel Comizio, entro l'area del Foro, edificato dal terzo re di Roma, Tullo Ostilio. Essendo area sacra, era orientata sui punti cardinali, un'aula rettangolare con l'asse maggiore in direzione nord-sud.

Simboli del Foro Romano - Alberto Angela