Il detto "il vino fa buon sangue" ha radici antiche, originato dal latino "Vinum bonum laetificat cor hominis" (il buon vino rallegra il cuore). Popolarmente, si crede che un consumo moderato di vino rosso possa favorire la circolazione sanguigna, migliorare l'umore e proteggere il cuore grazie a composti come polifenoli e resveratrolo.
Una moderata quantità di vino appaga il palato, aiuta la digestione e favorisce la salute cardio-circolatoria. Questo è quanto è emerso ancora una volta a Napoli, in occasione del recente Simposio Assoenologi su “Vino e salute, tra alimentazione e benessere”.
Cosa vuol dire nella botte piccola c'è il vino buono?
Il famoso detto “Nella botte piccola c'è il vino buono” è una popolare espressione usata per esprimere il concetto che, spesso, le cose di piccola statura o dimensioni possono contenere qualità sorprendenti e apprezzabili.
Alcuni studi suggeriscono che il consumo da basso a moderato di vino rosso ai pasti, in associazione all'olio extravergine d'oliva, contribuisce alla prevenzione delle malattie cardiometaboliche, tra cui diabete mellito, sindrome metabolica e obesità.
In ogni caso, da questa espressione latina è nato, più recentemente, il proverbio “buon vino fa buon sangue”, frutto di una credenza popolare ben radicata, ovvero quella che il vino "buono" favorisca la circolazione sanguigna e la “salute” del cuore.