La qualifica accademica di dottore, nell'ordinamento italiano, ha iniziato ad essere attribuita nel lontano 1938, grazie alle previsioni di un noto regio decreto [1]: secondo il decreto, la qualifica di dottore spettava a tutti coloro che avessero conseguito una laurea e non ai diplomati.
La qualifica di Dottore (Dott.) spetta quindi ai laureati che abbiano conseguito una laurea di durata triennale o un diploma universitario della stessa durata (Legge n. 240/2010 art. 17 comma 2 Riforma Gelmini).
Le due abbreviazioni dott. e dr. sono usate indifferentemente al posto della parola "dottore": è vero che nel linguaggio comune si utilizzano per indicare chi svolge la professione di medico, ma bisogna precisare che il titolo di "dottore" appartiene a chiunque abbia una laurea, in qualunque disciplina.
Un Medico è un Dottore laureato in Medicina. Dottore è un termine che deriva da dotto, ossia preparato, sapiente e rappresenta una persona in possesso di un determinato titolo di studio che ne certifichi l'iter formativo, l'impegno e i risultati conseguiti.
Il termine discende dal latino doctor ("insegnante", derivato dal supino del verbo docere) e quindi indicherebbe propriamente chi conosce una certa materia al punto di essere in grado di insegnarla.