Perché si dice il dado è tratto?

Domanda di: Guendalina Giordano  |  Ultimo aggiornamento: 18 novembre 2023
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Cesare sapeva di giocare d'azzardo quando, ignorando l'altolà del senato, varcava il fiumiciattolo più famoso della storia, che segnava il confine tra l'Italia e la Gallia Cisalpina. Affrontava il rischio. Alea iacta est significa che il gioco è iniziato, e non si può fermare.

Cosa vuol dire l'espressione Il dado è tratto?

Alea iacta est è una frase latina (pronuncia: àlea ...) che viene tradizionalmente tradotta in italiano come «il dado è tratto», cioè «il dado è stato tirato», nel senso metaforico di «la decisione è presa», «la sfida è ormai lanciata».

Come disse Cesare il dado è tratto?

Alea iacta est, “il dado è tratto”, è la famosa frase probabilmente pronunciata da Giulio Cesare il 10 gennaio del 49 a.C. secondo quanto riportato da Svetonio (70 d.C – 126 d.C.) un secolo abbondante dopo il fatto, nel suo 'De vita Caesarum'.

Chi ha coniato la frase Alea iacta est?

Secondo Svetonio l'avrebbe pronunciato Cesare al passaggio del Rubicone (Svet., Caes. 32; ma in alcune edizioni si legge nella forma imperativa iacta alea esto «si getti il dado»).

Perché Cesare decise il passaggio del Rubicone?

Cesare ha risposto ordinando ai tribuni della plebe di osteggiare, tramite il diritto di veto, il senato, ma i suoi tribuni, all'inizio del 40 a.C., sono stati costretti a lasciare Roma. Così Cesare ha deciso di varcare con le sue legioni il confine politico della penisola italiana, il fiume Rubicone.

Giulio Cesare - Il dado è tratto