I cavalli non sono matti! Probabilmente questo modo di dire è legato al carattere particolarmente irrequieto di questi quadrupedi: quando un cavallo si imbizzarrisce, difficilmente si riesce a domarlo, e in alcuni casi... risulta impossibile cavalcarlo!
In lingua lakota, Tȟašúŋke Witkó significa letteralmente "Cavallo Pazzo", da intendersi come "imbizzarrito", ma anche come "folle" o, meglio, "posseduto" essendo la follia, per i Dakota, segno o frutto di un particolare rapporto col Grande Spirito.
Significa che qualcuno dipenderà da te, per i bisogni materiali e affettivi, per tutta la sua vita. Vuol dire affrontare problemi, malattie, conciliare ferie, impegni, lavoro, famiglia e ogni esigenza personale con quelle di un altro essere vivente.
Il cavallo permette l'azione di energia, di essere sollevati da terra materialmente ed analiticamente sollevati dalle nostre paure e di sentirci grandi e potenti laddove altri, o noi stessi, ci hanno fatto sentire fragili e piccoli.
Traduco per i NON SARDI: in Sardegna, soprattutto a Cagliari e hinterland, è praticamente impossibile dire la parola "cavallo" senza che ti venga riaposto "TI CODDIRI", che tradotto letteralmente significa "TI TROMBI".