Le motivazioni che spingono i giovani a fumare dipendono da un processo multifattoriale complesso. che comprende: fattori di rischio ambientali (accessibilità, ai prodotti a base di tabacco, accettazione del tabacco nel contesto sociale di vita, disagio familiare. sociodemografici (basso livello socio-economico)
La nicotina è la principale sostanza che causa dipendenza da fumo. La nicotina è in grado di legarsi a dei recettori a livello del sistema nervoso e a stimolare la produzione di sostanze dette neurotrasmettitori che provocano sensazioni di benessere al fumatore, in genere una sensazione di rilassamento.
La nicotina stimola la liberazione di dopamina nel SNC e di adrenalina nel surrene. L'effetto è eccitatorio sia a livello della mente che del corpo. Poco dopo, però, subentra un effetto deprimente che spinge a fumare ancora per provare di nuovo gli effetti positivi.
«Il tabagismo è associato a un aumentato rischio suicidario e all'incremento della prevalenza di tutti i disturbi psichiatrici - aggiunge lo specialista -. I pazienti che smettono di fumare mostrano un miglioramento della qualità della vita e dei sintomi legati ad ansia e depressione».
Oltre il 70% dei fumatori, indipendentemente dal genere, ha iniziato a fumare tra i 15 ed i 20 anni. L'età media di inizio è 17,6 anni con uno scarto di circa 1 anno tra maschi e femmine che hanno la tendenza ad iniziare più tardi dei loro coetanei (Figura 5).