Domanda di: Luna Ferretti | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.2/5
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plurale In linguistica e grammatica, un aspetto della categoria grammaticale del numero che, contrapposto al singolare (e, dove esiste, al duale, triale e quattrale), indica che le persone o le cose sono più di una (e rispettivamente più di due, tre, quattro).
Un nome è plurale quando indica due o più persone, animali o cose. Possiamo distinguere i nomi singolari da quelli plurali analizzando la desinenza: i primi finiscono in -a, -o, -e; i secondi finiscono in -i o -e. Esempio: “bambino” ha la desinenza -o. Esempio: “bambini” ha la desinenza -i.
Il maschile plurale come genere grammaticale non marcato
Un altro dato da ricordare è che nell'italiano standard il maschile al plurale è da considerare come genere grammaticale non marcato, per esempio nel caso di participi o aggettivi in frasi come “Maria e Pietro sono stanchi” o “mamma e papà sono usciti”.
Per ricordare in quali casi la i si mantiene e in quali si perde, basta fare attenzione a un particolare: se la c e la g sono precedute da una vocale (ciliegia, camicia, fiducia), allora la i si mantiene nel plurale; se invece la c e la g sono precedute da una consonante (pioggia, pancia), allora la i si elimina.