Socrate diceva "so di non sapere" per sottolineare che la vera sapienza sta nel riconoscere i propri limiti intellettuali, distinguendosi da chi crede erroneamente di conoscere la verità. Questa consapevolezza dell'ignoranza è il motore della ricerca filosofica, un invito a dubitare e a continuare a indagare incessantemente.
Il sapere è qualcosa di infinito. Per questo, chi sa di non sapere tutto e riconosce i propri limiti, ammette di essere umano. Sono d'accordo con Socrate sul fatto che parte della verità va ricercata all'interno di noi stessi, senza presunzione di conoscere.
Egli afferma che sapere non significa possedere una dottrina. É indagine, dialogo, conoscenza di sé. E tutto ciò non può essere scritto. Ecco perché non abbiamo testi diretti di Socrate; ciò che di lui sappiamo deriva da diverse fonti.
La frase più famosa di Socrate è "So di non sapere" (in greco antico: Hèn oîda hóti oudèn oîda), che esprime la consapevolezza della propria ignoranza come fondamento della vera sapienza e motore per la ricerca della conoscenza, insieme al motto "Conosci te stesso". Queste massime sottolineano l'importanza dell'umiltà intellettuale e dell'autoesame per raggiungere la verità e vivere una vita degna di essere vissuta.