Perché tutti vogliono il tesoro del nostro TFR?

Domanda di: Sesto Riva  |  Ultimo aggiornamento: 10 marzo 2026
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Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) è ambito perché rappresenta una enorme massa di liquidità, utile sia come finanziamento a basso costo per le aziende, sia come capitale per i fondi pensione per investimenti strategici. Le aziende risparmiano sul costo del lavoro (deducibilità), mentre i fondi promettono rendimenti potenzialmente più alti rispetto alla rivalutazione base.

Perché tutti vogliono il tesoro dei nostri TFR?

I vantaggi per le aziende

Queste misure, definite "compensative", si traducono in un tangibile risparmio sul costo del lavoro: Deducibilità aggiuntiva dal reddito d'impresa. Il TFR costituisce a tutti gli effetti un costo aziendale interamente deducibile dal reddito imponibile.

Dove vanno i soldi del TFR?

Il funzionamento è semplice: ogni anno, il datore di lavoro accantona una quota del TFR maturato e, su richiesta del lavoratore, la versa nel fondo pensione scelto. Il lavoratore ha la possibilità di scegliere tra diversi profili di investimento, a seconda del proprio livello di rischio.

Il TFR va all'INPS?

Dal 1° luglio 2026, il TFR di questi lavoratori sarà automaticamente indirizzato alla previdenza complementare ma è fatto salvo il diritto di rinuncia , a patto che il lavoratore comunichi in modo esplicito la volontà di lasciare gli accantonamenti del TFR in azienda entro 60 giorni dall'assunzione.

Cosa cambia nel 2026 per il TFR?

Nel 2026 cambiano le regole del TFR: per i neoassunti dal 1° luglio, in caso di silenzio, il TFR finirà automaticamente in un fondo pensione. Per le aziende, si allarga progressivamente l'obbligo di versamento al Fondo Tesoreria INPS (prima a 60 dipendenti, poi a 40 nel 2032). Aumenta inoltre il limite di deducibilità fiscale per i contributi alla previdenza complementare (da 5.164,57€ a 5.300€).

TFR and INPS: You're Much Richer Than You Think