Il nome usato da Socrate per riferirsi alla sua voce interiore è daimònion (o daimon), un "segno divino" o spirito guida che si manifestava per frenarlo o avvertirlo quando stava per compiere azioni errate, agendo come una coscienza critica personale. Tale concetto è descritto in particolare nei dialoghi platonici e nell'apologia di Socrate.
Socrate e la conoscenza Socrate credeva che la vera conoscenza inizia con l'ammettere l'ignoranza. Diceva: "So di non sapere niente". Attraverso il dialogo e le domande, pensavo che avremmo potuto avvicinarci alla verità.
La filosofia socratica si colloca nel momento antropologico della filosofia greca. In Socrate infatti, come pure nei sofisti, prevale l'interesse filosofico verso problemi dell'uomo: Di tutte le ricerche la più bella è proprio questa: indagare cosa debba essere l'uomo, cosa l'uomo debba fare. 1.
Il concetto socratico è per definizione, cioè assegnazione dei limiti di ciascun ente in modo da distinguerlo da tutti gli altri; il concetto platonico per divisione, definendosi ciascuno nella scala delle idee col suo differenziarsi in un'idea comune.