Il nuovo termine corretto e normato, introdotto per sostituire "disabili" e altre definizioni obsolete, è "persona con disabilità". Questo approccio, focalizzato sulla "persona al centro" (people-first language), valorizza l'individuo rispetto alla sua condizione, in linea con la normativa italiana ed europea recente (come il D.lgs. 62/2024).
Oggi la terminologia corretta e preferita, in linea con la Convenzione ONU e le normative italiane più recenti (Decreto Legislativo 62/2024), non è più "diversamente abile" ma "persona con disabilità", mettendo la persona al primo posto e superando termini obsoleti come "handicappato" o "disabile" (inteso come aggettivo che definisce la persona) per focalizzarsi sull'interazione con le barriere ambientali.
Il decreto legislativo n. 62/2024, all'articolo 4, stabilisce che termini come “handicap”, “persona handicappata”, “portatore di handicap”, “disabile” e “diversamente abile” debbano essere sostituiti rispettivamente da “condizione di disabilità” e “persona con disabilità”.
Espressioni come “persona handicappata”, “portatore di handicap”, “persona affetta da disabilità”, “disabile” e “diversamente abile” devono essere sostituite da “persona con disabilità”. 3.
Nel 2025, le novità principali per le persone con disabilità in Italia includono l'avvio graduale di una riforma dell'invalidità civile (con un nuovo approccio basato sulla partecipazione sociale), nuove agevolazioni per i lavoratori (congedi, permessi, incentivi per l'assunzione), l'integrazione e il potenziamento di misure come l'Assegno di Inclusione e l'APE Sociale, e nuove risorse per il sostegno alle associazioni. Sono previsti anche aggiornamenti negli importi di pensioni e indennità e una maggiore semplificazione burocratica per alcuni percorsi, anche se l'attuazione completa è posticipata al 2027.