Nel 1661 viene ufficialmente riconosciuta l'unicità e l'esclusività del prodotto e della città di Bologna, grazie al cardinale Farnese che emise un bando che codificava la produzione della mortadella fornendo uno dei primi esempi di disciplinare simile a quelli attuali delle denominazioni a marchio DOP e IGP.
La Mortadella Classica e la Mortadella Mora Mora diventano Presidio Slow Food e la Mortadella Sette Chiese ottiene la certificazione bio, conquistandosi il titolo di prima mortadella biologica prodotta a Bologna. Quello è anche l'anno in cui Simona e la sua famiglia partecipano al Salone del Gusto di Torino.
La Mortadella Favola Gran Riserva del Salumificio Mec Palmieri si riconferma Migliore Mortadella d'Italia aggiudicandosi i Cinque Spilli, il più alto riconoscimento assegnato dalla Guida Salumi d'Italia 2023.
Nel 1667 Vincenzo Tanara, un agronomo di Bologna, rese pubblica la prima vera ricetta della Mortadella diffondendo indicazioni precise e puntuali per la sua lavorazione, risultate nel tempo decisamente attendibili anche se diverse rispetto a quelle seguite oggi per la preparazione del salume.
Inoltre, essendo un insaccato, la mortadella è anche ricca di sodio, contenuto nel sale da cucina aggiunto; questo macro-elemento, se presente in eccesso nella dieta, a lungo andare può favorire la comparsa o l'ingravescenza dell'ipertensione.