Come in vita non riuscirono a frenare il più basso degli istinti umani, i golosi sono ora sottoposti ad una pena avvilente: giacciono per terra nella sporcizia, esposti alle intemperie, graffiati e scorticati da Cerbero, e come lui emettono latrati bestiali.
"la dannosa colpa de la gola" (Inf. VI, 53) è l'ingordigia, la rinuncia, cioè, al controllo degli istinti. Pena: Una pioggia incessante di acqua sudicia, grandine e neve forma una fanghiglia maleodorante in cui sono distesi i dannati che, graffiati da Cerbero, urlano come cani.
Siamo nella cornice dei golosi, coloro che hanno ancora la tendenza al peccato di gola. Mentre nel canto di Ciaccio i golosi venivano puniti sotto una pioggia incessante ed erano costretti a sguazzare nel fango, qui i golosi per contrappasso hanno volti e corpi smagriti.
Sono i penitenti che scontano la loro pena nella VI Cornice del Purgatorio, colpevoli di eccessivo amore per il cibo e le bevande: sono tormentati da fame e sete continua, stimolata dal profumo di dolci frutti che pendono da due alberi posti all'ingresso e all'uscita della Cornice e da una fonte d'acqua che sgorga ...
Qui sono puniti i golosi che vengono ora mangiati e dilaniati da Cerbero, proprio perché loro mangiavano troppo in vita, per contrappasso. Uno spirito si alza dal fango e va incontro a Dante dicendo chi era stato in vita: era Ciacco di Firenze noto per la sua golosità.