Domanda di: Ing. Gerlando Colombo | Ultimo aggiornamento: 14 marzo 2026 Valutazione: 4.4/5
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Le poesie più famose di Petrarca, tutte raccolte nel Canzoniere, includono sonetti celeberrimi come "Erano i capei d'oro" (sul tempo e l'invecchiamento di Laura), "Solo et pensoso i più deserti campi" (sulla solitudine e il tormento interiore), "Pace non trovo" (sul dissidio amoroso) e "Voi ch'ascoltate in rime sparse il suono" (proemio dell'opera), oltre alla canzone "Chiare, fresche et dolci acque", che descrive i luoghi cari a Laura, e "Padre del ciel, dopo i perduti giorni", una preghiera di pentimento. Queste liriche esplorano l'amore per Laura, la fugacità del tempo, il dissidio interiore e il conflitto tra vita terrena e spiritualità, usando uno stile raffinato e antitetico.
Erano i capei d'oro a l'aura sparsi è la novantesima lirica (RVF 90), nonché il sonetto LXIX (69), del Canzoniere di Francesco Petrarca, nel quale l'autore loda la bellezza angelica di Laura e giustifica il suo amore verso la donna.
presta: si degni la tua mano di es- sere sollecita («presta»). Il sonetto che segue è l'ultimo del Canzoniere. Si tratta di una lirica di contrizione e pentimento, che suggella la parabola spiri- tuale che ha condotto il poeta dal «primo giovenile errore» alla speranza della salvezza eterna.
Il Canzoniere (in latino Rerum Vulgarium Fragmenta, cioè “Frammenti in lingua volgare”) è una raccolta di 366 componimenti poetici scritti in volgare, il linguaggio del popolo, invece che in latino. La scelta di usare questa lingua non era casuale: Petrarca voleva raggiungere più persone, parlare al cuore della gente.