Domanda di: Ing. Cleopatra Mancini | Ultimo aggiornamento: 31 maggio 2026 Valutazione: 4.7/5
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Un buon H-index varia significativamente in base alla disciplina e all'anzianità accademica. Generalmente, un valore di 8-12 è considerato buono per chi è all'inizio della carriera (5-10 anni), mentre per ricercatori esperti si attesta spesso tra 20 e oltre 30. Valori superiori a 40-50 indicano un impatto eccezionale nel proprio campo.
Charles Kuen Kao, Nobel per la Fisica nel 2008, ha un H-index di 7 e il suo quinto lavoro più citato è la sua Nobel Lecture. Walter C. Willett, epidemiologo con il più alto H-index al mondo, ha un H-index di 332 e oltre 2.275 pubblicazioni.
Se un articolo ha 500 citazioni ma il resto meno di 10, il tuo h-index rimane basso. La chiave è la consistenza, pubblicare più articoli ben citati nel tempo porta a una crescita costante dell'h-index. Strategie per una crescita a lungo termine: Pubblica in riviste ad alta visibilità.
È un indicatore della performance individuale dei singoli ricercatori, ma è applicabile anche a gruppo di ricerca e istituzioni. Un autore ha H-Index pari a x se x dei suoi n lavori hanno ricevuto almeno x citazioni ciascuno e le rimanenti pubblicazioni (n-x) hanno ricevuto ognuna non più di x citazioni.
L'H-index normalizzato per età accademica si calcola dividendo l'H-index di un autore per la sua età accademica. Esistono anche particolari calcoli per stabilire l'H-index per i lavori degli ultimi x anni (per esempio H-index degli ultimi 10 anni).