Domanda di: Sig.ra Genziana De Santis | Ultimo aggiornamento: 10 dicembre 2023 Valutazione: 4.6/5
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Proprio questo ci permette di squarciare il velo del fenomeno e cogliere la cosa in sé. Infatti, ripiegandoci in noi stessi, scopriamo che la radice noumenica del nostro io è la volontà: noi siamo volontà di vivere, un impulso irrazionale che ci spinge, malgrado noi stessi, a vivere e ad agire.
Per noumeno si intende invece la realtà delle cose in sé, che va oltre il fenomeno. Tale realtà è pensabile dalla ragione, ma non conoscibile; è quindi il concetto limite. Il soggetto è come se inquadrasse e organizzasse i fenomeni attraverso uno specifico modo, ad esempio attraverso delle lenti azzurre.
La cosa in sé invece è ciò a cui il noumeno si riferisce: è la 'realtà' in quanto esterna alla mente del soggetto, ciò con cui per definizione non si può entrare in alcun rapporto se non tramite il pensiero poiché questo si pone al di là di ogni esperienza possibile.
Tuttavia questo tessuto può essere squarciato. Diversamente dal noumeno di Kant, il noumeno di Schopenhauer può essere conosciuto, si può lacerare il Velo di Maya. Argomenta infatti il filosofo che, se noi fossimo solo conoscenza e rappresentazione, non potremmo uscire dal mondo fenomenico.
Che differenza c'è in Kant tra fenomeno e noumeno?
il fenomeno é una cosa che concerne alla esperienza e al azione di analizzare il valore sensibile, il noumeno é la cosa in sé senza valore empirico, il noumeno è una cosa che può derivare dal intelletto ma non é reale, il fenomeno è la cosa in sé che ha valore concreto sensibile nella realtà.