Domanda di: Ian Pagano | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 5/5
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Il numero inferiore di coni nell'occhio del cavallo permettono una visione dicromatica, che gli consente di vedere solo alcuni colori come il rosso, il blu, il giallo, l'arancione, ma probabilmente non distingue l'azzurro e il viola.
I cavalli non percepiscono tutta la gamma dei colori visibili dall'uomo, essi ad esempio non sono in grado di distinguere il colore verde dal grigio di pari luminosità. Si ritiene che abbiano una vista bicromatica e siano in grado di percepire solo alcuni colori tra cui il blu nelle diverse sfumature.
Questa conformazione morfologica gli permette di vedere in modo binoculare, ossia impiegando i due occhi contemporaneamente (come quella umana), per circa 70° di fronte, mentre vede per circa 140° da entrambi i lati in modo monoculare, ossia utilizzando un solo occhio.
I cavalli hanno inoltre un grande numero di bastoncelli, che sono il tipo di cellule della retina responsabili della visione notturna, oltre al tapetum lucidum riflettente. Per questa ragione, i cavalli vedono al buio notevolmente meglio dell'uomo e persino dei gatti e possiedono una terza palpebra protettiva.
La vista binoculare è importante per riconoscere la profondità degli spazi e per mettere a fuoco. Frontalmente copre un campo visivo di 70°. La visione monoculare del cavallo avviene quando vede da un solo occhio alla volta. Ha un campo visivo di 140° per ciascun occhio.