Quali parole non usare nella causale del bonifico?

Domanda di: Ing. Mietta Damico  |  Ultimo aggiornamento: 16 giugno 2026
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Evitare termini vaghi o sospetti nella causale del bonifico è fondamentale per non incorrere in controlli fiscali. Parole da non usare includono "contanti" (sospetto nero), "regalo/donazione" (se non giustificato da atti), "prestito" (se non specificato "infruttifero"), "aiuto economico", "varie ed eventuali", o frasi generiche come "cose" o "pagamento".

Cosa non scrivere nella causale di un bonifico?

Conto corrente, ecco l'elenco delle parole da non usare nella causale del bonifico: scattano i controlli del Fisco

  • donazione o dono/regalo.
  • prestito.
  • scommesse.
  • contanti.
  • denaro per lavoro in nero.
  • soldi non dichiarati.
  • pagamento per droga.
  • tangente.

Quale parole non vanno usate nei bonifici?

Tra le parole da evitare ci sono:

  • Donazione o regalo: potrebbe suggerire movimenti non dichiarati.
  • Prestito: può destare sospetti su transazioni non tracciate.
  • Scommesse: segnala attività potenzialmente illegali.
  • Contanti: richiama movimenti di denaro fisico non dichiarato.

Cosa scrivere nei bonifici tra familiari?

Inserire una descrizione chiara e coerente – come “sostegno familiare”, “regalo”, “aiuto per spese personali” o “contributo acquisto auto” – consente di qualificare immediatamente la reale natura del trasferimento.

Cosa scrivere nella causale di un bonifico per evitare controlli?

Per evitare controlli sui bonifici, usa causali chiare e specifiche come "Donazione figlio (art. 769 c.c.)", "Contributo mantenimento figlio (spese universitarie/affitto)", "Prestito infruttifero (restituzione prevista entro...)" o "Rimborso spese mediche anticipate", evitando termini generici come "varie ed eventuali" e conservando sempre la documentazione di supporto, soprattutto per importi elevati, per dimostrare la natura lecita del trasferimento.

La giusta CAUSALE per ogni BONIFICO | Avv. Angelo Greco