Quali prove dell'esistenza di Dio elaborate da Tommaso riprendono la dottrina aristotelica?

Domanda di: Liborio Giuliani  |  Ultimo aggiornamento: 14 aprile 2026
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Le cinque vie di Tommaso d'Aquino, in particolare le prime tre, si basano sulla fisica e metafisica di Aristotele per dimostrare l'esistenza di Dio come causa prima e necessaria. La prova principale è quella del Motore Immobile, che riprende il concetto aristotelico secondo cui tutto ciò che si muove è mosso da altro.

Tommaso nella prova dell'esistenza di Dio procede?

Da ultimo, sempre secondo Tommaso, esiste una via antropologica per provare l'esistenza di Dio: l'immortalità dell'anima. Egli infatti scrive: «[L'anima] non può essere prodotta che per creazione. Ora, solo Dio può creare.»

Come Aristotele dimostra l'esistenza di Dio?

Si basa sulla dimostrazione formulata da Aristotele nella Fisica e ripresa da Tommaso d'Aquino per cui, poiché tutto ciò che si muove è mosso da altro, è necessario giungere a un primo motore immobile che sia causa di ogni altro movimento e che è appunto identificato con Dio.

Cosa riprende San Tommaso da Aristotele?

San Tommaso riprende la distinzione aristotelica fra Essere ed Essenza, rielaborandola con la distinzione fra ens per essentiam ed ens per partecipationem, centrale in tutta la filosofia scolastica.

Qual è la prova dell'esistenza di Dio?

La prova principale dell'esistenza di Dio sarebbe il fatto che le cose esistono. Tipo gli alberi, la natura in generale, gli animali, e noi siamo tutti una prova che c'è un Creatore. Questo significa che per analogia, se esiste un creatore, quel creatore è la prova di un creatore di detto creatore, un creatore^2.

Anselmo dalla prova ontologica della dimostrazione di Dio al dibattito sugli universali.