Tra i sans serif: l'Helvetica, il Verdana, il Futura, l'Arial, l'Univers, il Gill Sans, il Frutiger, l'Avant Garde, l'Akzidenz Grotesk, il Lucida Sans, l'Optima, il Tahoma, il Calibri, l'Impact e il Century Gothic.
I caratteri sans-serif, invece, sono lineari, non presentando alcuna grazia alle estremità; sono spesso chiamati anche “bastoni” (anche se teoricamente questo termine definisce solo un sottogruppo dei lineari nella classificazione di Pillitteri) e mantengono una buona leggibilità a qualsiasi corpo.
I Sans Serif o più comunemente chiamati “bastoni”, non presentano grazie. Sono utilizzati principalmente per i titoli o nelle pubblicità per testi brevi e d'impatto. I font senza grazie sono letti con meno velocità perché, a differenza dei Serif, le lettere non presentano tra loro una “continuità” visiva.
“Serif” significa “grazia” ovvero quegli allungamenti, solitamente ortogonali, alle estremità del carattere. Vengono utilizzate per rendere il carattere più elegante, più “aggraziato”.
I font o tipi di carattere tipografico si possono raggruppare in tre grandi tipologie – serif, sans-serif e decorativo – che, nelle differenti variazioni (ad esempio grassetto e corsivo) sono anche note come famiglia di caratteri.