Nel 2027, i requisiti per la pensione anticipata subiranno un leggero innalzamento a causa dell'adeguamento alla speranza di vita. La pensione anticipata ordinaria richiederà circa 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne. Per i contributivi puri, l'età salirà a 64 anni e un mese con almeno 20 anni e un mese di contributi effettivi.
Sì, dal 2027 i requisiti per la pensione anticipata ordinaria in Italia aumenteranno a causa dell'adeguamento automatico all'aspettativa di vita, passando a 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne (un mese in più rispetto al 2026), con una finestra mobile di 3 mesi, mentre nel 2028 si raggiungerà quota 43 anni e 1 mese (uomini) e 42 anni e 1 mese (donne). Anche la pensione anticipata contributiva avrà aumenti progressivi, arrivando a 64 anni e 1 mese nel 2027.
Quali sono i nuovi requisiti di contributi per la pensione nel 2027?
Nel 2027, per la pensione di vecchiaia ordinaria serviranno 67 anni e 1 mese di età e 20 anni di contributi, mentre per la pensione anticipata serviranno 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 11 mesi per le donne, con un'ulteriore finestra mobile di 3 mesi, ma l'aumento effettivo dipende da decreti e dibattiti in corso. Per chi è nel sistema contributivo puro, la pensione anticipata richiederà 64 anni e 1 mese di età con 20 anni e 1 mese di contributi effettivi.
Nella prima bozza della Legge di bilancio era in effetti previsto che dal 2026 aumentino di 20 euro al mese le pensioni minime. L'importo degli assegni per i soggetti in condizioni disagiate, dal primo gennaio 2026, è incrementato mensilmente di 20 euro, pari ad un incremento annuo di 260 euro.
La nuova età pensionabile in Italia è soggetta a incrementi graduali a partire dal 2027, legati all'aspettativa di vita, portando l'età per la pensione di vecchiaia da 67 anni a 67 anni e 6 mesi entro il 2029-2030 e aumentando i requisiti contributivi per la pensione anticipata, con adeguamenti che verranno definiti ufficialmente dall'ISTAT e dai decreti attuativi, ma che prevedono aumenti continui nei prossimi anni.