Domanda di: Dr. Giulio Gatti | Ultimo aggiornamento: 18 marzo 2023 Valutazione: 4.3/5
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Cos'è un verbo servile? I verbi servili sono: potere, volere e dovere. A essi si aggiungono solere e sapere, ma solo nell'accezione di “essere capace”, “essere in grado di” 1.
La regola è semplicissima: i verbi servili vogliono l'ausiliare del verbo che accompagnano. Se il verbo che accompagnano vuole l'ausiliare avere, il verbo servile si coniugherà con il verbo avere, viceversa si userà il verbo essere. Ecco degli esempi: Non avrei dovuto mangiare così tanto!
I verbi servili sono quelli che reggono l'infinito di un altro verbo, attribuendo all'azione una specifica modalità. I verbi servili esprimono per esempio desiderio, proposito, possibilità, permesso, capacità o necessità.
Tre sono i verbi servili più importanti e questi sono: dovere, potere e volere. E possono essere seguiti da verbi come osare, desiderare, preferire. I verbi fraseologici invece sono quei verbi che si uniscono ad altri, pur avendo un loro significato autonomo, fornendo un solo predicato nella perifrasi.
La regola generale vuole che l'ausiliare del verbo servile sia lo stesso di quello del verbo all'infinito. Nel caso però che il verbo all'infinito sia un verbo intransitivo, allora l'ausiliare può essere o il verbo avere o il verbo essere. Se invece l'infinito è il verbo essere, l'ausiliare sarà avere.