I verbi tetravalenti (o a quattro posti) sono verbi che richiedono quattro elementi essenziali per costruire una frase di senso compiuto: soggetto, oggetto diretto e due complementi indiretti (solitamente origine/luogo e destinazione/termine). Esempi tipici includono trasferire, spostare, trasportare, tradurre, travasare e inviare.
Verbi tetravalenti: sono verbi transitivi come spostare, trasferire, tradurre ecc., i quali, oltre al soggetto, richiedono un argomento diretto e due argomenti introdotti da una preposizione ("Paolo sposta i libri dalla sua stanza allo studio"; "traduce una poesia dal greco all'italiano").
I verbi predicativi sono ➔ verbi che hanno significato lessicale pieno e possono dare luogo autonomamente a un predicato verbale di senso compiuto; essi sono in opposizione ai verbi copulativi, che necessitano di un complemento predicativo nominale (➔ copulativi, verbi; ➔ predicativo, complemento) e a varie altre ...
verbi trivalenti (per esempio “dare” nella frase nucleare “Francesca dà un fiore a Chiara” oppure “andare” nell'accezione di 'coprire un tragitto', in “Il treno va da Milano a Roma); verbi tetravalenti (per esempio “tradurre” nella frase nucleare “Marta traduce una versione dal latino all'italiano”).
I verbi servili esprimono per esempio desiderio, proposito, possibilità, permesso, capacità o necessità. In italiano i verbi servili classici sono dovere, potere, volere più sapere (nel senso di "essere capace", "essere in grado di").