Domanda di: Ing. Tosca Grasso | Ultimo aggiornamento: 19 marzo 2023 Valutazione: 4.3/5
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In italiano il discorso diretto è contrassegnato dalle virgolette alte (“”), dalle virgolette basse (o caporali, o sergenti; «») o dal trattino lungo (–), a seconda delle norme redazionali del committente (editore).
Nelle citazioni e con il discorso diretto, le virgolette più adoperate nell'uso comune sono quelle basse. Le virgolette alte vengono utilizzate soprattutto per segnalare l'uso particolare di una parola, mentre gli apici sottolineano in genere una singola espressione, o racchiudono una definizione.
Le virgolette sono un segno tipografico usato per contraddistinguere una parola o una frase come citazione, discorso diretto, per evidenziarne la natura gergale, tecnica, metaforica, figurativa, ironica o dialettale, o per parole e frasi straniere non ancora entrate nell'uso comune della lingua.
Possiamo osservare tre tipi di virgolette: alte singole, dette anche virgolette inglesi o apici singoli ('…'); alte doppie, dette anche virgolette italiane o apici doppi (“…”); basse doppie, dette anche virgolette francesi, sergenti o caporali («…»).
Il discorso diretto riporta le parole e le frasi nella forma esatta in cui sono state dette o scritte. Giulio Cesare disse: «Il dado è tratto!» Giulio Cesare disse: «Il dado è tratto!» «Il dado» disse Giulio Cesare «è tratto!»