La Chiesa cattolica in Italia è esente dal pagamento dell'IMU (Imposta Municipale Unica) sugli immobili destinati esclusivamente ad attività di culto, oratori, mense per i poveri o fini assistenziali e non commerciali. Questa esenzione si estende ad altri enti non commerciali e confessioni religiose, mentre paga le tasse su immobili utilizzati per attività commerciali, di affitto o non direttamente strumentali al culto.
La Chiesa cattolica paga le tasse sugli immobili che svolgono attività commerciali e sugli immobili dati in affitto, mentre gode di esenzioni previste dalla legge, che riguardano anche le altre confessioni religiose, i partiti politici e i sindacati.
La Chiesa paga l'IMU sugli immobili di proprietà destinati a usi commerciali o non strumentali al culto. Se l'immobile viene utilizzato parzialmente per attività commerciali, l'IMU si applica in proporzione all'uso commerciale.
La Chiesa cattolica, come tutti gli altri, paga le imposte sugli immobili di proprietà che svolgono attività commerciale o che, ad esempio, vengono dati in affitto.